ANFITRIONE Mon Amour

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ANFITRIONE Mon Amour – scheda artistica

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RASSEGNA STAMPA

La regia di Emanuele Cerra, presente e mirata, denota un’attenta conoscenza delle dinamiche teatrali, a partire dalla scelta vincente del video e della scenografia (ideati daLorenzo Zanghielli) che permettono il gioco del “doppio”. […] Una cornice di tutto rispetto per inquadrare i quettro attori […] impegnati in un 

allestimento che imponeva una partecipazione interpretativa senza cedimenti, sempre sopra le righe, generosa di movimentazione continua, confronti e scontri, come la commedia dell’arte ci insegna. Un buon lavoro di squadra […] caldamente applaudito dal numeroso pubblico.[…] Una compagnia giovane Evoè!Teatro, agguerrita e con tanta voglia di fare. Un’altra voce interessante sul nostro panorama artistico, che saprà sicuramente maturare il proprio percorso e regalare nuove sorprese. [Antonia Dalpiaz, L’Adige, 17.12.15]

SINOSSI

Tornare da un lungo viaggio per il mondo e scoprire che il proprio posto è stato preso da un altro, rubato, il focolare violato da un estraneo. E chi è questo straniero usurpatore del letto coniugale? Nientemeno che se stesso!

ANFITRIONE Mon Amour riflette la complessità dell’amore nella sua inevitabile relazione tra “me” e “l’altro”. Il tema dell’ideale in amore e della sua possibile (o impossibile) concretizzazione viene affrontato con leggerezza e ironia. E’ la tragicommedia coniugale di Anfitrione alle prese con un rivale difficilissimo da sconfiggere: il dio Giove, incarnato nei suoi stessi panni. Nell’opera molieriana va in scena il conflitto tra l’IO e il super IO, tra ciò che noi siamo e ciò che, forse, sogniamo di essere. Il marito e l’amante sono incarnati dal medesimo personaggio, due anime uguali in tutto e per tutto per l’aspetto, ma completamente diverse nell’animo, due contendenti per il cuore di Alcmena che si fronteggiano a colpi di passione contro possesso, amore contro matrimonio, libertà contro vincolo coniugale. E’ l’eterna lotta fra due facce dell’amore, quello immaginato e quello vissuto, il difficile rapporto tra desiderio e realtà. Come realizzare la propria idea di amore in una società dalle infinite possibilità? E soprattutto, con quante idee di amore dobbiamo fare i conti? E qual è quella giusta per noi? Che compromessi implica? È quella che stiamo vivendo?

DESTINATARI

Il linguaggio del “Teatro di maschera” permette allo spettacolo di essere facilmente accessibile alla popolazione senza distinzione di età o di estrazione sociale. Nello specifico questo lavoro vuole essere una sfida per coinvolgere i giovani (italiani e stranieri) meno abituati a frequentare il teatro. Il linguaggio leggero e frizzante della maschera coniugato all’utilizzo di strumentazioni video innovative rendono questo lavoro un ottimo connubio tra intrattenimento e contemporaneità.

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LINGUAGGIO / MASCHERA E VIDEO

Il linguaggio è quello del “Teatro di maschera”, valorizzato grazie all’utilizzo di tecnologie video e audio sperimentali. Il tema del doppio viene sviluppato mediante proiezioni con cui l’attore si confronterà “in diretta” in scena. La classicità della maschera è affiancata e rafforzata da tecnologie d’avanguardia.

Il progetto vuole rilanciare il linguaggio della maschera in chiave contemporanea, sia come patrimonio culturale e tradizionale, sia come linguaggio teatrale trasversale, in grado di raggiungere e coinvolgere tutta la popolazione, esplorando tematiche universali rapportate alla società in cui viviamo. Il tema dell’amore, inteso come rapporto tra amore concreto e amore ideale, vuole essere uno spunto di riflessione per le nuove generazioni, perennemente alla ricerca di una personale e realizzabile idea di amore, in una società in continua e frenetica trasformazione.

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